Novità e ritorni tra surrogati e dintorni

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Le cose più interessanti che ho fatto in questi ultimi giorni sono state: leggere la storia dell’Italia Meridionale dal crollo dell’Impero Romano d’Occidente ai Savoia e stabilire un nuovo record personale di starnuto multiplo.Passare due ore a starnutire ininterrottamente è una di quelle esperienze che una volta fatte non sei più lo stesso. Esperienze non esaltanti. Che vuoi, Ottobre è fatto così.Mestamente ti fa comprendere di non avere una vita.Ma Ottobre è anche il mese dell’inizio delle serie televisive, quelle creazioni poco artistiche, ma tanto amabili, che fanno da surrogato a una vita un po’ moscia. Per fortuna Ottobre da anche le sue soddisfazioni dopo averti affondato.Via con le autorevolissime recensioni, quindi.

Gossip Girl

Serie creata dallo stesso, criminale, autore di The O.C. E proprio alla fetta di pubblico lasciata orfana da quel pessimo serial questo Gossip Girl è diretto.Un The O.C. – Upper East Side Edition ambientato nella stessa New York di Sex and the City, ma con protagonisti minorenni, interpretati dai soliti bellocci venticinquenni, che assimilano Martini e droga con la stessa leggerezza con cui noi mangiavamo le Fonzies alle feste in oratorio. Ma loro sono ricchissimi, bellissimi, sessualmente promiscui e tutto puotono. Ed è questo che rende la vicenda infinitamente più controversa, ma anche inequivocabilmente prevedibile.Aspettiamoci quindi aborti, coming out e rehab per tutti entro il decimo episodio.Unica innovazione consiste nella Gossip Girl del titolo, una blogger che narra le vicende dei popolari teenager allo spettatore dalla sua pagina web.Il Giudizio: Serie potabile, ma non coinvolgente. Se la protagonista principale morisse al secondo episodio la storia assumerebbe quella tinta fosca e quel twist da renderla veramente interessante.

Private Practice

Da una costola dell’amatissimo Grey’s Anatomy la Creatora Shonda Rhimes ha ricavato questo nuovo serial. Lo spin-off era già stato paventato nel corso della terza serie di Grey’s Anatomy e a vedere la prima puntata di Private Practice mi sono ritrovato a pensare che forse se fosse rimasta una vuota minaccia questo telefilm l’avrei apprezzato di più.Perché tu non puoi prendere la temibile Addison, rossa, cornuta e famosa chirurga, e sbatterla in una cooperativa medica in bilico tra il new Age e il Pacifico e pretendere che io ti dia retta. E infatti non te la do.La nuova Addison, con le tette fuori e senza sala operatoria, convince come un Dylan McKay fedele a vita a Brenda.Tutto ciò che viene creato dalle costole di qualcos’altro si rivela un fallimento direbbe Dio un giorno ricordando Eva che se la faceva col Serpente e questo nuovo (non)medical drama.Il Giudizio: Temo che questa sarà il primo serial a uscire dal mio personale palinsesto. Inutile, verboso, scontato. Gli si da tempo un altro paio di settimane per convincere o per stroncarlo definitivamente.

Heroes

Ed ecco il primo dei ritorni celebri. Un ritorno non proprio col botto, a dire il vero.Passano quattro mesi e i bei heroes sono tornati alla vita di tutti i giorni: viaggi nel tempo, rigenerazioni istantanee, telepatia e cosine così.Gente che doveva esser morta non è morta e si formano famigliole non convenzionali che farebbero tremare i polsi ai portatori di cilicio binettiani. Normale amministrazione, ma a Heroes si perdona un po’ tutto. Vedremo come evolve, anzi, come inizia la situazione.Il Giudizio: Sarebbe prematuro dire qualsiasi cosa a proposito di questa seconda serie, se son rose fioriranno. Se saranno spine le si cestinerà.

Ugly Betty

Se qui in Italia la Mediaset ha fatto a pezzi la prima serie con spostamenti a cazzo di cane, mi si scusi il francesismo, nel palinsesto e con un doppiaggio scolorito, in America è cominciata già la seconda.Perso ogni tentativo di credibilità e di realismo, se mai ce ne fosse stato uno, Ugly Betty diventa ancor più caricaturale e comico. Una bellona diventa chiattona, qualcuno muore e, cosa ben più importante, Whilelmina cambia pettinatura.Il primo episodio si lascia guardare con godibile soddisfazione e il finale, mai pensavo di poterlo dire a proposito di Ugly Betty, fa piangere. Cioè, avrei pianto se avessi avuto un cuore.Il Giudizio: Ugly Betty rimane quella boccata di aria fresca e di gas esilarante che uno si aspetta. L’inizio lancia delle buone premesse per i prossimi episodi e io giuro fedeltà alla cozza per un’altra serie.

Grey’s Anatomy

     

Ricominciano anche le vicende dell’Ospedale della Lussuria. La domanda fondamentale “ma come faranno a salvare vite se sono sempre impegnati in copulazioni frenetiche questi qua?” rimane senza risposta anche nella prima puntata di questa nuova quarta serie, ma lo show non delude.La serie, portavoce dell’esistenzialismo spicciolo e dei casi medici talmente rari da lasciare perplesso qualsiasi medico reale, rimane sulla cresta dell’onda dopo un periodo di magra nella scorsa stagione.Questa volta si salva la vita addirittura a una cerva, che si stia preparando un altro spin-off a sfondo veterinario per la sorridente Izzie?Il Giudizio: Non esalta, ma non delude. Si porta a casa la sua meritata sufficienza, ma si ha già il sentore di nuove intricate, e quasi sempre infinite, vicende sentimentali tra uno stanzino e un rene da asportare.  



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