Fenomenologia del Fursuiter

18Giu07

Continuiamo quindi nell’atroce viaggio alla scoperta dei più originali tipi umani. L’ultima volta abbiamo analizzato la, barbina, figura del cosplayer, oggi è il turno del fursuiter.Personaggio partorito da qualche divinità perversa e beffarda, parente bastardo del cosplayer, forse frutto di una filiazione di quest’ultimo, o viceversa. O anche no e cosplay e fursuit hanno poco a che spartire uno con l’altro, ma a noi, non adepti a queste raffinate arti del travestimento, la questione tange molto poco.Essendo il fursuit genere piuttosto sconosciuto alle nostre latitudini, i più grandi estimatori e praticanti li troviamo nella pazza pazza America, partiamo dall’etimologia della parola: il termine deriva dall’inglese fur e suit, ossia pelliccia e vestito. Nonostante questo, però, possedere una pelliccia di zibellino, anche se di Annabella, non basta per definirvi fursuiter, ma solo ad attirarvi le ire e le uova marce della PETA o Pamela Anderson nuda e in protesta in giardino.Per essere fursuiters credibili dovete procurarvi un comodo costume, completo di adeguati guanti e calzature, a imitazione di una qualsiasi bestia pelosa, che sia un panda, un criceto o uno scimpanzé, tutto va bene. Fondamentali sono la coda e le orecchie che danno quel tocco di farlocca animalità utile al fine ultimo di esporsi al pubblico ludibrio delle masse.Una volta abbigliati in questa invereconda maniera, mentre starete sudando come un Galeazzi qualunque e boccheggiando come una triglia, la vostra già debilitata attività cerebrale dovrà essere volta in pieno alla recitazione delle movenze del peloso animale che state tentando di impersonare. Se avete scelto di essere un criceto, quindi, sarà affar vostro la ricerca di una ruota di dimensioni adatte per correre a quattro zampe rischiando il collasso a una cinquantina di gradi Celsius di temperatura corporea, se invece avete deciso per il tasso sarà vostro preciso compito scoprire quale sia il comportamento adatto per rendere credibile la performance. Io, per dire, non ho la minima idea di cosa faccia un tasso nella privacy del suo sottobosco.Le ragioni che spingono una persona dal Q.I. presumibilmente nella norma a trasformarsi in un animale poco credibile, ignorando la vergogna, le risatine degli altri esseri umani e l’enorme dispendio di sudore, possono essere delle più varie.Avremo quindi fursuiters per vil denaro, ossia i soliti Minnie e Topolino, o il nostrano Prezzemolo, conciati così allo scopo di infastidire i disillusi bambini e non nei parchi tematici o alle fiere tentando di divertirli.O i soliti nerd da convention che al fine di costruirsi un surrogato di bramata vita sociale si abbigliano alla peloso-via e tentano di intessere un qualche tipo di relazione con le altre persone affette dalla stessa mania.Ci sono poi i cosplayer contaminati, ossia coloro che in barba alle derivanti confusioni di genere si vestono, per esempio, da gatta di Sailor Moon e acquistano quindi una pericolosa personalità borderline tra due perversioni costumistiche.Infine ci sono i soliti porcelli che anche in campo fursuit applicano questa nobile pratica a meri fini libidinosi traendo piacere sessuale estremo dal contatto con persone ricoperte da pelo sintetico. Quest’ ultimi sono gli stessi che molti di voi avranno potuto apprezzare in un fuori norma inquietante episodio di CSI.Per tutti coloro siano rimasti incantati da cotanta fantasia esiste addirittura un Wiki dedicata a tutti gli appassionati del fursuit lifestyle.L’unica considerazione che mi sento di fare è che questi fursuiters mi provocano la stessa quantità di empatia degli estimatori delle bavose limacce, sempre che questi ultimi esistano.



3 Responses to “Fenomenologia del Fursuiter”

  1. 1 davide

    un articolo fatto coi piedi. sei ignorante e irrispettoso.
    prima di criticare il furry fandom e le fursuit prova a documentarti,e magari a contattare qualche furry.

  2. 2 Manli

    Concordo con Davide. Le informazioni che hai evidenziato sono risultato di un paio di foto visti in giro dei fursuiters alla convention e per caso scovato la puntata di CSI correlata. E’ interessante notare che la tua scarsa capacità di procacciare informazioni coesistenti ti abbia fatto scrivere un bel articolo dove di parla della communità undergrond amaricana dei Furry senza nemmeno mai nominarla,anzi,la cosa più divertente è che tu abbia anche visitato il WikiFur senza nemmeno sapere che è dedicato ai furries,e non ai fursuiters,i quali non sono che una sottogenere del movimento culturale.
    In più l’uso dei termini specifici da strappacapelli sacente sono inesatti e inapropriati,come lifestyler,convention, ecce. quindi figuraimoci indovinarne lontanamente il significato. Non ti dico niente se non lo sapevi e le usi con imprudenza,ma prendere di testa tua e usare quelle parole col tono dispreggiativo è ineccetabile.
    Quindi,lo dico mantenendo un tono amichevole ma da crittica, è meglio che ti documenti meglio la prossima volta,prima di scrivere un articolo su qualcuno senza nemmeno avere un’esperienza diretta,in caso contrario scrivi sulla comunità dei ipocriti col quoziente intelletivo inesistente che vagano per internet,senza un bricciolo di buonsenso,perchè avresti le informazioni più dettagliate di questa volta,dal momento che ne fai parte rifiutandomi.

  3. 3 Francesco

    la sensibilità genera creatività..
    si vede che tu in quanto a sensibilità scarseggi parecchio e anche a creatività sei messo male..
    puoi divertirti in modo migliore che parlar male di qualcosa che non conosci e che potrebbe solo farti divertire..


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