Home Sweet Home

20Lug07

Nell’estate del ’92, avrò avuto sei o sette anni, durante le classiche vacanze trimestrali dai parenti calabri, una dolce bimbetta indigena un po’ più grande mi chiese ma tu di dove sei? candidamente risposi di Udine e lei col tono convinto di quella che ha già seguito il programma di geografia della terza elementare gridò Ah, ho capito! Tu vieni da quel paese vicino a Crotone! Tentai d’obbiettare dal mio metro e venti d’altezza, ma senza successo.E poi altre volte nella mia seppur breve vita mi è capitato di impartire lezioni di geografia improvvisate per far capire allo sciagurato di turno che, nell’ordine:

  • Udine non si trova in montagna, a Udine non si scia, non si va col bob e non ci sono le caprette di Heidi; 
  • Per quanto possa sembrare strano in Friuli esiste la pianura, vasta, verde e afosa; 
  • Udine non è vicino a Milano, Torino o Como come qualche altro amichetto meridionale sosteneva; 
  • Udine è senza ombra di dubbio in Friuli;
  • A Udine non si parla il tedesco;
  • A Udine non si parla nemmeno lo sloveno;

Sembrano problemi da poco, ma la comprensione e comunicazione con gli altri si fa più difficile quando si vive in una città abbastanza dimenticata dai mass media e si devono perdere diversi minuti nel descrivere la propria locazione geografica senza sembrare scocciati.Quindi, nello stile di oggettività e serietà che fin dai primi giorni ha contraddistinto questo blog facciamo chiarezza a proposito di questo luogo dove ho avuto la fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista, ma se sei nato in un villaggio affamato dell’Etiopia non potrai che concordare con me sul fatto che essere di Udine sia una fortuna) di nascere, vivere, studiare et cetera.Udine è un agglomerato urbano di circa centomila abitanti. Qualcuno si arrischia a definirla città, qualcun’altro propende per un altrettanto irrealistico paese, per molti, invece, Udine è solo uno stato mentale del suo abitante. Centomila abitanti, dicevamo, beh, centomila abitanti non sono pochi e nemmeno tanti, sono quella via di mezzo che crea confusione nella definizione dell’agglomerato e rende il posto sempre vivibile, ma anche mediamente noioso e stimolante come un totano vecchio di sei giorni lasciato fuori dal banco frigo.La città giace addormentata, o svenuta (non si sa), nel bel mezzo della pianura friulana a metà strada tra gli ultimi lembi del brodoso mar Adriatico e le prime cime delle mai abbastanza innevate Alpi Carniche, tra Venezia e Trieste. Climaticamente la zona è molto interessante: a Udine piove sempre, tranne una settimana in estate (come questa) in cui la temperatura raggiunge i 40° Celsius con un’umidità che nemmeno nelle foreste pluviali (temperatura percepita: quella che percepirebbe un uovo al momento di diventare un occhio di bue) e una settimana in inverno, solitamente quella in cui il resto della penisola viene ricoperta da un solido strato di neve. D’inverno grazie anche alla gelida Bora si possono rivivere le atmosfere dei primi pionieri russi alla scoperta della Siberia.Udine può vantare una storia millenaria, come tutte le città italiane per altro. Sul territorio ci sono tracce di insediamenti preistorici, conquistati dai Veneti (o dai Carni, ora non ricordo), invasi dai Romani, distrutti dai barbari, ricostruiti dai Longobardi e riconquistati dai Veneziani. Poi Napoleone, Impero Austriaco, Regno d’Italia, Germania nazista e Repubblica Italiana. In attesa della prossima invasione (Russi? Cinesi? Alieni?) nella città si può ancora respirare quella buona aria neolitica dei tempi andati, sintomo che nonostante il succedersi dei domini i friulani sono rimasti duri e puri come ai tempi delle gare al fazzolettone con gli uomini di Neanderthal.Culturalmente la città offre un discreto programma di eventi e manifestazioni. Far East Film Festival, Vicino Lontano e via dicendo, ma il clou della vita culturale udinese giunge a settembre con il Friuli Doc che può essere sintetizzato come una maratona di tre giorni di bevute da parte di uomini, donne, vecchi e bambini di litri di Merlot, Tocai e vini più o meno DOC di produzione locale. Caratteristico è l’odore di urina e vomito che si può sentire a seguito dell’evento nei vicoletti più bui del centro storico fino più o meno a Ognissanti.La maggior parte dei suoi cittadini si professa cattolico, in maggioranza non praticante. Il Verbo della città e del Friuli tutto, infatti, è il semplice comandamento, innato nel cuore di ogni friulano, di Fatti i cazzi tuoi, che io mi faccio i cazzi miei. Questo crea un clima di tolleranza e indifferenza diffuse, utili al buon rendimento personale di ognuno, limitando le distrazioni e le perdite di tempo in triviali dimostrazioni emotive.Altra caratteristica che incuriosisce i forestieri è il peculiare idioma in cui si esprimono gli indigeni friulani. In passato l’uso del friulano, lingua romanza cugina di secondo grado dell’italiano, era predominante. Ora, invece, ci si esprime, soprattutto fuori dalla città in sé, con un italiano creolizzato e cantilenato che rende lo sgamo dei conterranei in TV molto semplice. Gli anziani, ma non solo, pur credendo di parlare in italiano, solitamente usano un dialetto comprensibile solo a loro creato riempiendo i vuoti lessicali con versioni più italianeggianti del vocabolo friulano [es. Alora, no?, ieri mi sono inciopedato durante che andavo lì del galinaro (dai dai…traducete)].Infine gli altri aspetti caratteristici di Udine sono: il frico, la gubana, l’antipatia per i cugini triestini, piazza San Giacomo, le sagre paesane e l’Udinese.Ora aspetto le descrizioni, rigidamente enciclopediche, delle vostre città.



2 Responses to “Home Sweet Home”

  1. 1 Gian

    Scusa ma chi ti credi di essere? Un poveretto mi sa… ma qualche altra città italiana l’hai girata almeno? Io si, e parecchie anche, e se devo dirla tutte Udine caga in testa a molte di esse. Se è per quello sono stato anche a Londra, Monaco, Berlino, Belo Horizonte… e lo sai, a parte Roma Milano, Napoli e (forse) Torino il resto delle città italiane sono tutte dei paesi al confronto… abitate per lo più dall’italiano medio, ovvero ignorante come una capra e arrogante. il friulano medio, a confronto, è da sposare!

  2. divertente😀


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