Il matador degli spoiler

03Ago07

[Treno Venezia-Udine, tra il pomeriggio e la sera di ieri.]
Mentre il treno sporco come sempre, puzzolente come sempre, lento e rumoroso, come sempre, proseguiva tra la noia e la sonnolenza di tutti i passeggeri io parlavo di cinema con gli amici presenti. Quelli immaginari inclusi.
Si disquisiva di questo e di quello fingendo competenza in totale tranquillità, noi parlavamo e gli altri passeggeri dormicchiavano o origliavano sperando in una virata sessual-personale delle argomentazioni, credo.

…Blablabla…

gianl – Ma Dogville l’avete mai visto?

[L’ispanofono seduto un paio di file davanti alza lo sguardo, mi fissa e fa un cenno d’approvazione, una specie d’occhiolino]
[gianl – Tu l’hai visto, caro ispanofono? Si? Allora le nostre vite si sono sfiorate e intrecciate per un secondo, accomunate dalla simpatia per Lars Von Trier. E’ stato bello. Addio. Girati.]
[L’ispanofono si gira]

amico 1 – No, mai visto… bello?

amica 2 – No, mai visto… bello?

amica 3 – A casa ce l’ho, ma non l’ho mai visto. E’ per caso un horror che parla di cani?

[L’ispanofono si rigira. Mi riguarda. Mi rifà l’occhiolino. Questa volta di compassione.]
[gianl – Eh si, l’amica 3 è proprio ignorante. E ci ha dato la possibilità di ristabilire un fugace contatto visivo. Ma io son misantropo: queste interazioni non le apprezzo. Rigirati!]
[L’ispanofono, diligente, si rigira]

gianl – Si è stupendo, la Kidman è stupenda. Ma non parla per una mazza di cani… e non è un horror!

amica 3 – Allora dimmi un po’ di che parla

[L’ispanofono si ririgira. Allarmato.]
[gianl – Ma che ti allarmi? Fatti una vita, suvvia!]

gianl – Il film è molto particolare […] non c’è scenografia […] Kidman […] fuggitiva […] villaggio […] e quindi giungono democraticamente all’accordo che la Kidman può rifugiarsi nel paesino in cambio di qualche lavoretto a servizio della comunità. Da quel punto in poi si innescano dei meccanismi…

[L’ispanofono si alza dal suo posto. Mi ri-rifissa, ma questa volta non è benevolo. Guarda i miei amici con quella compassione che si riserva agli innocenti ignoranti e poi guarda me.]

ispanofono – ¡Pero tu no debe dire tuta la historia ai tuoi amici! Stai zitto por favore que tu hai ià racontato cuassi tuto… ¡eh! ¡Lasciali vedere por lo meno la fine, ah!

[gianl – Ma… come osi?! Ma da quando io e te siamo amici? Ma chi sei? Ma cosa vuoi? Indignazione! Indignazione!]

gianl – Eh…

Ma lo sguardo deve essere stato molto più loquace ed esplicito di quanto credessi. L’ispanofono, infatti, ha subito contratto la sua espressione nella tipica maschera di quello-che-ha-cagato-fuori-dal-vaso, si dev’essere imbarazzato un po’, immagino, e quindi si è riseduto.
Per rialzarsi solo una volta arrivato a destinazione.

Avviandosi alla porta non si è girato nemmeno per salutare. ¡Ah, cabrón!



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