Io recensisco

09Ott07

Premetto che io i musical, fino all’altro giorno, non li ho saputi apprezzare.La logica per cui bisognasse cantare un motivetto banale e stucchevole accompagnandosi a balletti ritmati per sottolineare un particolare momento della storia mi è sempre sfuggita come un’anguilla unta nel burro.Mandavo sempre avanti addirittura i momenti cantati delle videocassette Disney, perché quelle canzonette messe lì senza motivo cozzava fragorosamente con la mia profondissima razionalità, da bambino prima e da adolescente poi, che, in fondo, non è altro che un modo carino per definire la mia limitatezza mentale.Io non cantavo mai per esprimere la mia felicità, o il mio dolore, o un sentimento qualsiasi, quindi non capivo perché nei film ci si abbandonasse a una pratica così rumorosa, ma anche sintomo di follia camuffata, eh. Riuscivo a credere al genio della lampada, alla strega del mare e a la Bella e la Bestia, però. Ah, infanzia infame.Poi sono cresciuto, l’altro giorno, ed ho capito che anche i musical, come molte altre cose nella vita, non hanno senso, ma sanno essere piacevoli comunque.E con questo spirito positivo sono andato al cinema per vedere Hairspray. Senza averne mai visto i precedenti adattamenti o averne sentito parlare prima se non in una piccola, adorabile, citazione da[lla solita] Ugly Betty.Hairspray tratta il tema della diversità in un’ottica totalmente irrealistica e ottimistica, rendendosi credibile quanto l’esistenza delle Tartarughe Ninja, ma lo fa talmente bene da essere trascinante e contagiosamente positivo.Siamo in una Baltimora [che?!] inizio anni ’60, quindi, quando sembrava che qualcosa stesse veramente cambiando: i neri cominciavano a scalciare nel ghetto, il neo-puritanesimo degli anni ’50 agonizzava e i capelli si gonfiavano come l’impasto della pizza in una ciotola tenuta al caldo.E in questa cornice l’ottimista, giovane, enorme Tracy si muove con grazia pachidermica. Il suo sogno: entrare a far parte del Corny Collins Show, che nella Baltimora di quegli anni deve essere stato come un TRL odierno, ma con molti più sorrisi.La mamma di Tracy è l’altrettanto gigante Edna-John Travolta, lavandaia frustrata che cerca, oserei dire realisticamente, di ridimensionare i sogni di gloria della figlia dalla chioma cotonata, ma siamo in un musical e quindi dopo un po’ di canzoni ritroviamo la paffutella protagonista a un provino per la trasmissione, dove un’algida Velma-Michelle Pfeiffer, sempre cantando, la manda a casi a calci. E Michelle Pfeiffer che canta è già qualcosa per cui vale pagare il biglietto.Link-Zac Efron, intanto, cinguetta e balla divinamente causando collassi cardiaci alle giovani teenagers di tutta la scuola, Tracy inclusa.Un bel giorno la nostra burrosa amica socializza con dei simpatici neri, gli frega quattro passi di danza forsennata e riproponendoli a un secondo provino viene magicamente presa nello show.Successo, canzoni e balletti a seguire.Interrotti bruscamente dalle manifestazioni anti-segregazioniste dei succitati neri, guidati da una Queen Latifah in splendida forma, a cui la tenera, e un po’ ingenuotta, Tracy si unisce con fervore. Dopo una colluttazione veloce con un poliziotto maleducato la nostra eroina sarà obbligata a darsi alla macchia e a vivere da latitante mentre l’Evento dell’elezione di Miss Hairspray si avvicina e il leccatissimo Link si innamora della morbida Tracy.Non svelerò altro, anche perché c’è molto poco rimasto ancora misterioso a questo punto.Canzone, canzone, canzone, finale esilarante e sorprendente, canzone, canzone, canzone. Titoli di coda.La vera protagonista, con tutto il rispetto per Tracy e John Travolta, è la musica travolgente, coinvolgente e utilizzabile come antidepressivo per i momenti in cui una confezione di Prozac sembra essere l’unica via d’uscita. Altro aspetto a farla da padrone fin dai primi fotogrammi è, sono ripetitivo, lo so, lo smisurato ottimismo e la positività, molto puerili e ingenui, ma proprio per questo capace di fare presa sulla mente di tutti gli spettatori.E se lo dice un disilluso/nichilista come me…E poi vogliamo parlare degli interpreti? Tutti notevoli, giovani e vecchi, anche l’esordiente Nikki Blonski nella parte di Tracy.Michelle Pfeiffer splendidamente cinquantenne. E Zac Efron che si prepara a diventare il re del musical prima dell’età adulta, che come è noto lo porterà in clinica per la riabilitazione come succede a tutte le giovani star hollywoodiane degli ultimi anni.L’unico, seppur minuscolo, neo: John Travolta nella parte di Edna – la madre/lavandaia che non convince e non impressiona, ma potrebbe essere la mia allergia a Scientology, di cui Travolta è un fedele adepto, a parlare.Quindi, cari miei, spendete questi benedetti 7 euro e andate a fare un pieno di buonumore al cinema, invece che in farmacia.[Nell’inutile succursale c’è qualche clip tratta dal musical che spero gradirete. E se non gradite siete degli ingrati, ecco!]  



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