Anniottanta adieu

24Ott07

Io questo fenomeno del ritorno degli anni ’80 non lo comprendo.La nostalgia virale che spinge blogger più o meno trentenni a riesumare memorie sepolte, designers più o meno trentenni a cercare spunti per le nuove collezioni dall’armadio di Madonna ai tempi di Like a Virgin e musicisti più o meno trentenni a plagiare sonorità del decennio musicalmente più oscuro dello scorso secolo rimane un mistero per i più o meno ventenni come me che guardano ai superiori scuotendo la testa mentre si promettono di non diventare così.E’ che il più o meno trentenne medio se ne sta sospeso in uno stato precario, tra un’adolescenza senza fine e in recrudescenza e un’età adulta in agguato di cui non prendere atto. Sentendo la puzza della responsibilità che si avvicina il più o meno trentenne, quindi, si rifugia nei ricordi del Liceo, la mitica Arcadia, quando il Tempo delle Mele e i Duran Duran…Ed è così che lo tsunami dell’Amarcord travolge un po’ tutti.Io negli anni ’80 ci sono nato, ma non ho ricordi degni di nostalgia del periodo, quelli sono stati gli anni dell’asilo, e uno non è cerebralmente pronto per immagazzinare memorie a quell’età.Il mio primo ricordo certificabile con data effettiva è stato il Crollo del Muro, che vidi al telegiornale. Chiesi a mio padre il perché di tanto casino per la caduta di un muro. Non mi rispose.Ma quella è la fine del decennio.E poi ricordo che mia madre mi vestiva in maniera orribile. Il papillon, o la cravatta da yuppie, era d’ordinanza per tutte le occasioni più prestigiose della visita settimanale alla Standa, visite agli amici di famiglia incluse, quindi.E se tutti ricordate la musica di Madonna, Prince, Michael Jackson, io ricordo la pessima musica leggera italiana di quegli anni che ascoltavano i miei genitori: Loretta Goggi e Toto Cutugno per citarne due a caso.Della televisione non ricordo molto, se non la paura fottuta che mi facevano le pubblicità progresso. Per molti anni a venire avrei avuto il terrore della droga e dell’AIDS senza sapere cosa fossero. Vivevo col timore continuo di essere anche io cerchiato di viola o peggio di perdere iride e pupille dagli occhi. Mia madre, tenerissima, mi disse che ci si ammalava mangiandosi le unghie. Non avrei più messo un dito in bocca fino ai tredici anni.Partendo da quei pochissimi ricordi nel tempo mi sono costruito un’idea pessima degli anni ’80 e vedendo i video musicali e i film dell’epoca, sentendone la musica, non potei che confermare le mie idee.Ma poi succede che verso la metà degli anni 2000, o qualcosa prima, quel decennio venga redento dalla spazzatura a cui lo si era relegato. E per me è difficile scrollarmi di dosso le idee che mi ero fatto a proposito.Quindi io, gli anni ’80, continuo ad odiarli, sebbene non li abbia vissuti. Ringraziate mia madre o i pubblicitari.Aspetterò di essere a mia volta un più o meno trentenne per ricordare tutti i bei momenti vissuti sul finire degli anni ’90. Il balletto di Everybody, I wanna really really really wanna zigazig ha, la prima volta in discoteca con i VengaBoys. Cominciamo ad organizzare le memorie, miei cari coetanei.

Io, comunque, negli anni ’80 ero così. Riflettevo appieno lo spirito del tempo, no? 



2 Responses to “Anniottanta adieu”

  1. 1 emily

    a tredici anni che tu sappia può vedere questo film?risp. ciao da emily

  2. 2 emily

    scusa questo è il mio contatto se per caso lo vuoi per rispondere.!!!!ciao di nuovo
    arcobaleno.95@hotmail.it


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