Sulle vedove inglesi

08Gen08

Sto cominciando a sospettare che per un oscuro complotto una parte dei soldi investiti nell’industria cinematografica inglese siano spesi per svecchiare l’immagine delle rispettabili signore over 50 britanniche.

Uno pensa che una classica over 50 britannica abbia le seguenti caratteristiche:

  1. La classica over 50 britannica si veste in maniera pessima e usa soprabiti, scialli e stivali che farebbero rabbrividire l’italica Befana;
  2. La classica over 50 britannica si presenta con la seguente configurazione fisica standard: sovrappeso, denti storti, pallida e discretamente miope;
  3. La classica over 50 britannica è bigotta come una classica over 50 britannica dell’epoca vittoriana:
  4. La classica over 50 britannica rimane vedova appena compiuti i 60. Il marito, solitamente, la cornificava con un’altra classica over 50 britannica, però più zoccola e più magra.

Ed effettivamente questi sono pregiudizi abbastanza radicati e confermati anche dalla cinematografia d’Oltremanica.

Ma una storia su una signorotta paffuta e bruttina che si beve il thè mentre critica i tempi che corrono nel suo cottage di mattoni rossi, al botteghino, farebbe meno successo di un film sulla vita segreta degli acari. Così, i furbi sceneggiatori britannici, aggiungono un twist originale a una storia altrimenti soporifera, l’hanno fatto col simpatico L’erba di Grace, lo ripropongono ora col piacevole Irina Palm.

La londinese vedova sulla sessantina del momento si chiama Maggie, interpretata da Marianne Faithfull, che trovandosi nella disgraziata situazione di dover pagare le cure al malato nipotino decide di rimettersi in gioco nel mondo del lavoro.

Cominciare a lavorare a sessantanni, però, si rivela ben presto un’idea stupida quanto sembra. La tenera e ingenua Maggie, allora, si ritroverà a guadagnare i soldi necessari in uno di quei porno-club di Soho che fanno tanto Amsterdam a luci rosse.

Essendo dotata di mani lisce e morbide la sua mansione sarà quella di intrattenere i clienti manualmente: l’uomo arrapato di turno inserisce il suo bigolo in un buco su di una parete di cartongesso, dall’altra parte ci sarà una disgustata Maggie pronta a mungere l’organo.

In breve tempo la cara signora si rivelerà talmente talentuosa da diventare una star nell’ambiente e da meritarsi il nome d’arte di Irina Palm. La nonna fa seghe, i soldi cominciano, il nipotino potrà finalmente essere curato a dovere.

La vicenda a grandi linee è questa, costellata di normali dolori dovuti all’usura causata da un lavoro del genere [il gomito da seghista…], un figlio che comincia a insospettirsi a proposito delle attività della madre [non voglio che mio figlio abbia una nonna puttana!] e un capo-pappone che comincia a nutrire un debole per la sua dipendente preferita.

Una storia sicuramente non convenzionale, ma rappresentata in maniera così delicata da sembrare normale. Così vengono buttate via alcune occasioni per fare del film una vera commedia brillante, che rimane sempre in bilico tra la commedia e il dramma pseudo-realista, ma questo molto probabilmente era l’intento originale del regista. Punti veramente deboli della pellicola, a mio insindacabile parere, s’intende, sono la sfinente colonna sonora che a momenti riesce a rendere noioso quasi tutta l’opera e un’happy ending un po’ troppo buonista. Ottima performance, invece, di tutti gli attori.

Thumbs up! e un sei e mezzo, meritato più dalle intenzioni che dal risultato in se, però.



6 Responses to “Sulle vedove inglesi”

  1. Gianl, grazie!!!!!!!
    a causa della colonna sonora i miei amici mi hanno staccato con la forza mentre cercavo di strappare a morsi le casse dell’hometheatre!

  2. 2 oby

    Ah si? Sei sicuro che è solo un film? Se no se mi dici anche dove lavora vado anche a farle un’intervista😛

  3. 3 (D)

    Ho passato il natale con mia nonna intenta a raccontarmi ogni passaggio, ogni minuto del suddetto film. Dopo il quinto bicchiere di mez e mez la frase “gomito del seghista” era ormai il leitmotiv del 25 dicembre.
    Penso che quest’anno il mio analista si farà il Cayenne…

    (D)

  4. pheeeego, come lavoro!!😀 lo terrò presente per i miei 50 anni…

  5. samuele: Vero?! Una cosa atroce…propongo la pena capitale per il responsabile della soundtrack!
    oby: Intervista? Adesso le chiamiamo così? Non voglio pensare tu abbia bisogno di uno di quei “buchi della gloria”…
    D: Una nonna al passo coi tempi la tua…La mia mi racconta di storie trite e ritrite di partigiani e miseria…
    amelia: No no…tu puoi offrire molto di più cara mia…😉

  6. 6 Ranabottola

    Sono stato un pò più di manica larga io…


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